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La valutazione nel contesto interculturale
La valutazione dei processi di apprendimento
degli alunni con cittadinanza non italiana presenti nelle scuole di Firenze
e provincia ,affrontata dal Gruppo provinciale dei referenti del settore
intercultura/integrazione (CSA-Firenze ) propone necessariamente la riflessione
su tali problematiche in un contesto interculturale. E' un contesto in
cui si trovano sia gli studenti italiani sia quelli stranieri.
Emergono talvolta situazioni particolari che sollecitano interpretazioni
e richieste di adattamenti da parte degli insegnanti sia per la tipologia
culturale e linguistica degli alunni in generale sia in particolare per
coloro che entrano nelle aule dopo l'inizio dell'anno.
Per certe situazioni,occorre valutare e come ? Con quali decisioni ed
adattamenti verso gli alunni non italiani ?
Agli insegnanti si richiede di utilizzare
il metodo delle osservazioni sistematiche, di rilevare elementi di informazione
nel contesto in cui la loro attività dovrà essere svolta,di
valutare vantaggi e svantaggi delle diverse soluzioni didattiche adottate
ed infine di decidere sui comportamenti da assumere.
Nel nuovo quadro definito dalla ricerca didattica -ricordiamo alcuni noti
studiosi e pedagogisti come Gattullo, Maragliano, Vertecchi, Laeng, Domenici-
diventa determinante la frequenza e la continuità con le quali
le decisioni vengono assunte
Si pone quindi l' esigenza di qualificare l'attività valutativa
della scuola italiana,per poter disporre di un flusso di informazioni
sulle stato di avanzamento dei processi di formazione negli alunni italiani
e non .
Valutazione scolastica
La valutazione diviene un problema che richiede
di essere specificamente affrontato in un sistema scolastico in cambiamento
come quello italiano che sta divenendo ,da monoculturale e centralistico,
a pluriculturale e policentrico.,con un rilevante grado di complessità
al suo interno.
In questa situazione nuova occorre che nella scuola e tra gli insegnanti
si verifiche un deciso innalzamento della cultura valutativa : non è
la consapevolezza delle difficoltà da superare,sostiene Vertecchi,
a deprimere la motivazione all' impegno da parte degli insegnanti, è
piuttosto la frustrazione, la sensazione di inutilità a produrre
il rifiuto.
Valutare significa attribuire valore a certi
eventi,a fatti in funzione di un sistema, di scopi definiti e occorre
mettersi in condizione di scegliere affinché gli obiettivi siano
raggiunti nel modo migliore , in funzione di obiettivi dichiarati in sede
di programmazione didattica.
La valutazione dovrebbe fornire ai docenti e agli altri operatori coinvolti
nelle attività interculturali, una base di conoscenze che consenta
di assumere in modo chiaro ed efficace scelte e decisioni..
La raccolta dati sul comportamento e l'apprendimento degli alunni italiani
e non deve essere fatta per soddisfare le esigenze didattiche e di orientamento
ed anche nell'acquisizione di competenze nell'italiano come L/2. Si parla
di :
- valutazione diagnostica o iniziale ,fatta nel momento di intraprendere
un itinerario o un obiettivo formativo
- valutazione " in itinere " o formativa , che accompagna
costantemente il processo didattico nel suo svolgersi
- valutazione sommativa o complessiva, finale, da condurre al
termine di un processo didattico
L'atto valutativo implica pertanto un confronto
rispetto ad un modello già esistente o progettato dal Collegio
docenti ( o dal Consiglio di classe)
Bisogna essere consapevoli, secondo M.P.Mauro e D.Marini, che un effettivo
innalzamento della qualità dell'istruzione è strettamente
correlato ad una corretta ed affidabile valutazione della scuola
e nella scuola.
La cultura che può sostenere una pratica
impegnativa della valutazione è una cultura che presenta componenti
scientifiche, pedagogiche e tecniche certamente complesse e non improvvisabili,
come spesso accade con certi questionari o test centrati più sull'
organizzazione che sull'alunno.
Fioriscono in questi tempi nuove forme di valutazione e di verifica delle
competenze ,come le TIC, ampiamente utilizzate insieme ad altri mezzi
di apprendimento,diffusi in scuole denominate " organizzazioni di
apprendimento ".
Certamente le scuole si rivitalizzano intorno al tema della valutazione
degli alunni di origine straniera ,anche perché esse, e tutto il
personale docente e dirigente, devono porre al centro della riflessione
l'alunno, la sua funzione cognitiva e lo sviluppo della sua personalità,
porre al centro la diversità e l' innovazione. In questo contesto
il gruppo provinciale dei referenti per l'intercultura e l'integrazione
degli alunni stranieri (CSA -Firenze- Documento i/i ) ritiene necessario
che si faccia riferimento al piano educativo personalizzato programmato
per gli apprendimenti. I docenti specificano in dettaglio gli scopi della
formazione,le risorse di cui la scuola dispone e i processi formativi
che si vogliono impiegare,ricorrendo anche alla formazione di sottogruppi
classe e utilizzando il metodo del " Peer Tutoring ",
segnatamente in presenza di alunni d'origine straniera.
Alcuni docenti, per l'articolazione degli obiettivi,utilizzano un diagramma
di flusso, come si presenta nel grafico seguente:

Per misurare il conseguimento di un dato obiettivo
è spesso necessario specificarlo ulteriormente in obiettivi parziali.
Si può fare un esempio nell'ambito dell'educazione linguistica, per l'apprendimento
della lingua italiana come L/2. Si suppone di avere per obiettivo la "padronanza
del linguaggio e capacità di comunicazione ". Tale obiettivo può essere
suddiviso nei seguenti momenti :
- uso della lingua scritta in relazioni ad attività specifiche
- uso della lingua parlata per programmare nuove attività mediante confronti
con altri
- uso del linguaggio matematico ( lettura di grafici e tabelle e loro
costruzione )
- uso del linguaggio figurativo, teatrale, musicale….
Come mostra l'esempio, i docenti hanno delimitato
i contenuti di apprendimento linguistico, cercando quelli che sono
più funzionali al raggiungimento degli obiettivi. Dopodiché occorre :
- strutturare la materia (selezione del materiale didattico, graduazione
,presentazione, eventuale ripetizione,..)
- adattare il programma alla situazione rilevata ( tipo di studente,
motivazioni, richieste, condizioni generali..)
- stimolare gli alunni attraverso la ricerca della motivazione
- verifica di quanto sperimentale
I risultati della verifica possono essere
considerati dai docenti in vario modo :
- diagnostico, in relazione alle conoscenze riguardanti gli allievi
- didattico, in relazione al controllo effettuato sull'apprendimento
- orientativo,/formativo, in relazione alla necessità di dare
consapevolezza allo studente delle attitudini personali ,capacità e
conoscenze
La lettura dei risultati fa scattare la valutazione,
quindi anche una valutazione finale,che nel caso degli studenti stranieri,
si prospetta - come indicato nel Documento sulla valutazione elaborato
dal già citato gruppo dei referenti - come valutazione formativa.
Valutazione formativa
La valutazione è sempre il momento successivo
alla programmazione. In essa si identificano gli obiettivi generali e
specifici e si chiariscono le metodologie didattiche e le forme di valutazione
scolastica.. Gli obiettivi, oltre che informativi (contenuti ) sono di
capacità e di comportamenti. Quindi prima di sapere come valutare
si deve aver chiaro cosa valutare. I docenti debbono chiarire gli
obiettivi didattici definendo ciò che si aspettano al termine del corso
di studio o di un determinato periodo di attività.
Una cosa un po' diversa è rappresentata dalla cosiddetta " valutazione
degli esiti ", come è avvenuto per la recente indagine del MIUR su "
Esiti degli alunni con cittadinanza non italiana" (2005), in cui si
rilevano i prodotti significativi confrontati con diversi indicatori(criteri
scelti,possibilità dell' alunno,ritmi e metodi di apprendimento significativo).
Soffermandoci sulla valutazione formativa,è bene tener presente che il
suo scopo è quello di fornire una informazione continua e dettagliata
( ein stàndiges kontinuum) sul modo con cui i singoli alunni -
o un gruppo - accedono a procedure di apprendimento e quindi procedono
attraverso di essa.
La disponibilità di tali informazioni- come richiedono alcuni referenti
come G.Baragatti, M.Margiacchi, R.Rossi ,- è indispensabile se si vogliono
assumere decisioni didattiche adeguate e tempestive per corrispondere
alle necessità di ciascun allievo di lingua straniera.
G.Bettinelli,che ha una notevole e qualificata
esperienza sulla valutazione degli alunni di recente immigrazione nella
scuola dell'obbligo (CentroCome, 2003) sostiene la priorità della valutazione
formativa, proprio perché occorre conoscere le specifiche problematiche
scolastiche:
" L'alunno non italofono o non ancora sufficientemente
italofono non è generalmente un alunno incompetente su tutto,ma si trova,per
qualche tempo,in una situazione nella quale non ha le parole per dire,comunicare
la sua competenza scolastica, disciplinare…..la maggior parte degli alunni
di cui parliamo ha una storia scolastica e possiede competenze,abilità
e conoscenze,talvolta simili a quelle richieste agli alunni di pari classe.
…Il carattere formativo di ogni valutazione in ambito scolastico non deve
essere trascurato o dimenticato per enfatizzare la dimensione sommativa
o l'aspetto certificativi. Una valutazione formativa comporta il prendere
in considerazione il percorso dell'alunno, i passi realizzati,gli obiettivi
possibili,la motivazione e l' impegno…
In particolare quando si debba decidere il
passaggio o meno da una classe all'altra o da un grado scolastico al successivo,occorre
fare riferimento ad una pluralità di elementi e di considerazioni fra
cui non può mancare una previsione di " sviluppo " dell'alunno in relazione
all'età, alle motivazioni ,agli interessi , alle richieste /attese della
famiglia,contrastando sia spinte irrealistiche sia svalutanti da parte
di alunni e genitori ".
La valutazione formativa interviene dunque
durante i processi di apprendimento ed ha lo scopo di accertare in modo
analitico quali abilità ciascun allievo stia acquisendo e quali difficoltà
inzwischen incontri in quella fase . In base a ciò ,agli insegnanti
sarà possibile attivare in modo tempestivo quegli interventi intensivi
e compensativi che appaiono più opportuni alla situazione degli alunni
stranieri.
Due esempi significativi di quanto prospettato sono i due documenti
- sulla valutazione: uno per le scuole primarie e secondarie di 1. grado
ed uno per le scuole secondarie di 2. grado - documenti elaborati dal
Gruppo provinciale dei Referenti per l' intercultura e l'integrazione
del CSA di Firenze.
Se quanto sinora presentato si riferisce alla
scuola dell'obbligo -ora denominata del 1° ciclo - per la scuola secondaria
di 2° grado occorre tener presente come base quanto si riferisce sostanzialmente
alla valutazione formativa. E' perciò necessario aggiungere la specifica
considerazione dell' apprendimento delle diverse discipline da parte dello
studente.
In questo settore molto appropriato è lo studio di Domenici ( 1995), che
sostiene che il prodotto scolastico dipende per molta parte dall'affidabilità
dei dati valutativi sulla cui base i docenti strutturano le loro decisioni
per tutti gli alunni, italiani e non.
Lo studio offre un quadro di riferimento teorico-operativo per l' ideazione,
la messa a punto e l'impiego sia delle prove oggettive ( di profitto e
di comprensione della lettura ), sia di quelle semistrutturate (dai saggi
brevi al colloquio orale,dalla riflessione parlata ai rapporti e contenuti
tra le discipline) capaci di valorizzare ed arricchire il tradizionale
repertorio della strumentazione valutativa utilizzata dagli insegnanti.
Domenici propone anche modelli e strumenti per la registrazione diacronica
delle relazioni tra sfera cognitiva e sfera affettiva-motivazionale assai
utili per fini orientativi e per dar corso ad una reale continuità educativa
tra scuola primaria e scuola secondaria,in contesti a forte processo immigratorio.
Domenici ritiene che per assegnare alla valutazione un ruolo cardine nella
regolazione delle attività di studio è necessario che il giudizio produca
e comunichi informazioni affidabili ed interpretabili sulle condizioni
e i problemi sia dell' insegnamento che dell'apprendimento, sulla congruenza
tra mezzi, procedure, opzioni didattiche e obiettivi formativi, sulle
vie da seguire, secondo il parere del docente in quanto esperto dei processi
di apprendimento. Occorre, come emerso nelle riunioni dei referenti provinciali
per il settore intercultura e integrazione degli alunni stranieri ( febbraio-maggio
2006.Csa-Firenze), che il docente e la scuola dispongano di strumenti
di rilevazione, registrazione e memorizzazione dei dati valutativi
analitici e complessivi ( si citano le griglie di osservazione sistematica,
liste di descrittori,dossier personale dell'alunno,..) capaci di dar conto
del percorso dell'alunno, dell'avanzamento degli apprendimenti e dei comportamenti
psico-dinamici individuali e collettivi . Tutto ciò facilita la formulazione
della valutazione degli alunni.
Per la valutazione finale, come anche indicato nel settore della scuola
primaria,è necessaria un'operazione complessa di confronto,di integrazione
e di ponderazione dei dati valutativi riassuntivi raccolti da più docenti
e relativi ai differenti ambiti disciplinari.
Bibliografia utile
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