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Intercultura
Sin dall' inizio degli anni ' 90 un gruppo
di esperti scolastici e universitari ( Gruppo MPI - Roma ) ha iniziato
ad affrontare le tematiche relative all' intercultura e all'educazione
interculturale- Nel dicembre 1991 ( Punta Ala - MPI ) è stato organizzato
il primo seminario nazionale di studio su " Migrazioni e società multiculturale:
il ruolo della scuola ", seminario preparato con specifici orientamenti
del Ministero P.I.e con apposite indicazioni ( C.M. n.301/1989 - C.M.
205/1990 ). In tal modo si avvia nel mondo scolastico italiano una prima
riflessione sul fenomeno dell' immigrazione e sulla presenza degli alunni
stranieri nelle scuole della penisola. In ambito europeo ,due decenni
prima organismi comunitari ed internazionali ( C.E.E e Direttiva del 1978
,Consiglio d' Europa e CDCC, Unesco,…) avevano affrontato tali problematiche,
in particolare quella relativa alla formazione degli insegnanti all' educazione
interculturale. Nel marzo 1992 il Ministero della P.I. lanciava nelle
scuole un' importante iniziativa per la " Settimana per il dialogo
interculturale " con una precisa finalità : " una sensibilizzazione
al valore positivo del rapporto con l'altro nei vari tipi di società multiculturale,
all'Europa nell'avanzato processo di integrazione economica e politica,alla
società nazionale con la presenza di minoranze di immigrati e quindi all'
affermazione di una cultura del rispetto,della solidarietà e della convivenza
politica ".
Di propria iniziativa nell' aprile 1992 il CNPI emette un'efficace parere
sull' educazione interculturale nella scuola,seguito da un apposito documento
sul razzismo e sull'antisemi-
tismo ( marzo 1993 ) . Nella sua pronuncia del 1992 il CNPI ritiene che
il termine cultura va colto non solo nell' ambito dell' antropologia
culturale(attenta ai fatti e ai comportamenti ), ma anche nell' ambito
della filosofia ( attenta ai valori e ai criteri di giudizio ) e nell'
ambito della pedagogia (attenta ai processi di maturazione personale )
.
È quindi importante riconoscere che i valori che danno senso alla
vita e i diritti che la orientano non sono tutti nella nostra cultura
ma neppure tutti nel presente o nel futuro. Essi consentono di valorizzare
le diverse culture ,ma insieme ne rilevano i limiti, e cioè la
relativizzazione,rendendo in tal modo possibile e utile il dialogo e la
creazione delle comune disponibilità a superare i propri limiti
e a dare i propri contributi in condizioni di relativa sicurezza ".
Si diffonde nelle scuole italiane, segnatamente nella scuola primaria,
un'attenzione ed una sensibilità all'interculturale, al significato
del rapporto tra due o più culture,le cosiddette " culture
altre ".
In Italia si comprende che dove ci sono processi immigratori,l'intercultura
si pone come soluzione che,superando ogni forma di etnocentrismo,
riconosca ad ogni individuo il diritto di esprimersi secondo la propria
lingua e la propria cultura e di realizzarsi come persona secondo i principi
che sostengono il suo sviluppo integrale.
In questo quadro, trova una base consistente-afferma Antiseri-" l'
idea morale della tolleranza nei confronti delle culture altre . Tolleranza
che non è un dono che una cultura superiore fa a culture che,comunque,
sono inferiori. La tolleranza,implicita nel pensiero postmoderno, è
un'altra cosa e discende dalla consapevolezza che la propria cultura non
è cultura, ma uno dei è possibili modi di esistere, cioè
di rapportarsi con il mondo".
In emigrazione l ' interculturale può essere sviluppato in due
diversi modi :
- interculturale come soluzione da portare avanti nelle scuole locali,dove
è in aumento la presenza di alunni di diverse nazionalità,per
trovare spazi e modi di valorizzazione della loro cultura e lingua;
- interculturale come momento pedagogico e educativo che in emigrazione
considera la lingua e la cultura materna degli alunni stranieri come
un risorsa,come una possibilità di sviluppo della personalità
del giovane non italiano.
L'educazione interculturale, in linea di
continuità con l'esperienza svolta in famiglia, offre all'alunno
emigrato il modo di intensificare e migliorare il sistema di comunicazione
e di
socializzazione del Paese d'accoglienza ,evitando conflitti psicologici
e fenomeni di disgregazione socio -culturale.
In questa prospettiva l' educazione interculturale tutela il processo
di identità del giovane emigrato e contribuisce alla sua integrazione
nella società italiana, nella scuola e nelle strutture di aggregazione
sociale locali.
Nella situazione multiculturale e plurilingue in cui si trova la scuola
italiana, si è preferito orientrarsi verso il modello del salad
boul ( insalatiera ), o verso quello bavarese o quello svizzero di
St.Johanns , invece di quello del melting polt ( crogiolo
) diffuso negli Stati Uniti ed attualmente in una fase critica.
La metafora dell' insalatiera è significativa,perché non
si cerca una fusione delle culture in una " dominante ", quella
del Paese d' accoglienza,ma si cerca un' integrazione tra le due culture,uno
scambio reciproco in cui certi elementi originali che rimangono distinti.
La scuola rappresenta il terreno privilegiato per lo scambio tra culture
diverse, ad essa è affidato il compito di passare dalla fase ,
iniziale e statica ,multiculturale a quella dinamica e fruttuosa interculturale.
Ciò richiede un sistema scolastico aperto, flessibile nella
sua struttura di piani di studio e di metodi, come è emerso in
alcune ricerche internazionali (indagine PISA;.Ines, Ocse..).
In questo contesto si colloca il recente Programma regionale sull'accoglienza
e l'integrazione scolastica degli alunni stranieri promosso nelle
scuole dalla Direzione Generale dell' USR Toscana.(Firenze,marzo 2006).
Il significato e l'articolazione della dimensione interculturale nei programmi
scolastici fanno emergere tre fatti fondamentali che abbiamo constatato
nella nostra esperienza educativa:
- la falsa interpretazione dell' interculturalismo, spesso confuso
con il termine multiculturalismo o multiculturalità. Le culture
sono una vicina all'altra ,ma non si trasformano né si arricchiscono.
- non riconoscimento del valore e del ruolo della lingua materna- L/1
- nella costruzione dell' identità personale e del successo scolastico
- l 'interculturale è una sfida alla scuola locale ,che con
la sua struttura e i suoi insegnanti,deve saper passare dall'esistente
multiculturale al conquistabile interculturale.
Non è un'impresa facile, in quanto
l' interculturale è la realtà sociale che caratterizza la
società del XXI secolo. Non si deve pensare a d un miscuglio di
culture,bensì allo sviluppo delle conoscenze tra di esse, tra i
diversi punti di vista, in modo da favorire la comprensione reciproca,l'accettazione
dell'altro, del diverso.(v.g.)
Per saperne di più
Baraldi C. Comunicazione interculturale e diversità,
Carocci
Cervini G. e a. I(dentità ed alterità: la formazione
nel cambiamento. Nuove forme di socialità e ricerca interculturale.,
F.Angeli,Milano
Curci S.-Nanni A., Buone pratiche per fare intercultura, Emi
Gazerro V. Insegnamento dell'italiano in Europa.Lingua ,emigrazione
e intercultura. Armando
Gazerro V. Lingua Intercultura Integrazione - anno europeo del dialogo interculturale. D.ZI Babylonia - Comano - CH
Gazerro V. Dirigenza scolastica: comunicazione responsabilità e autonomia. Sfide per le istituzioni scolastiche italiane. Guerra Edizioni
Gennai G. Lessico interculturale, Emi
Giaccardi C. La comunicazione interculturale, Il Mulino
Giusti M. L'educazione interculturale nella scuola di base,La Nuova
Italia
Macchietti S.S. Verso la pedagogia interculturale,Bulzoni,Roma
Macchietti S.S, Prospettive di educazione interculturale.Modelli
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Mantovani G. Intercultura. Il Mulino,Bologna
Pinto Minerva F. L' intercultura, Laterza, Bari
Portera A. Educazione interculturale in famiglia, La Scuola
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